Chi sono

Simona Frontini

Counsellor professionista e avvocato.

Ho attraversato esperienze diverse tra loro, ma tutte mi hanno condotta fino a qui, dove sento di aver fatto scelte, anche professionali, in sintonia con il mio modo di essere e con ciò che per me è davvero significativo. L’incontro con il Counselling ACP ha facilitato la mia crescita personale. Ritengo che il cambiamento inizi da uno spazio in cui sentirsi liberi di essere finalmente se stessi.

Ritratto di Simona Frontini, counsellor professionista e avvocato

Il dubbio

Mi sono laureata in Giurisprudenza con lode nel secolo scorso. Ho lavorato come avvocato aziendalista in uno degli studi più stimati di Roma e, per un breve periodo, sono stata amministratore unico di una maison di alta moda.

Molte sono state le notti in cui mi sono chiesta se quella fosse davvero la mia strada, o meglio se come mamma di due ragazzi, oggi adolescenti, come compagna e come lavoratrice, stessi facendo abbastanza e con modalità che fossero congruenti con il mio sentire e pensare.

Il cambiamento: un processo attivo e continuo

È stata questa scomodità a spingermi a cambiare, per spostarmi verso un luogo di maggiore benessere e che rispecchiasse ciò che per me ha significato.

Nel cuore di questa ricerca, ho incontrato il Counselling, prima come cliente, poi come professionista.

Mi sono formata presso l’IACP di Roma per portare avanti, con crescente consapevolezza e competenza, un viaggio sempre attivo e continuo di crescita personale e professionale.

L’utilità delle emozioni e dell’errore

Nel tempo, ho acquisito strumenti utili alla mia crescita personale e a una maggiore consapevolezza delle mie emozioni, bisogni e limiti. L’accettazione di me stessa, anche nei momenti incerti, è aumentata e le emozioni considerate negative, così come errori e fallimenti, sono diventati momenti di crescita e comprensione.

Rimettermi in gioco, cambiare direzione: è stato stimolante e gratificante, a volte anche faticoso e spaventoso. Tuttavia, è stato il regalo più grande che potessi fare a me stessa.

Il modo in cui ho scelto di esserci, per me e per gli altri

Ho scelto di abbracciare l’approccio centrato sulla persona, poiché condivido il pensiero di Carl Rogers, secondo il quale l’essere umano ha una natura costruttiva e possiede la capacità di scegliere per sé e sviluppare, se non ostacolato e libero da condizionamenti esterni, pienamente se stesso.

Oggi so che aiutare non significa dare consigli o sostituirsi all’altro, togliendogli potere, ma facilitare l’individuo nella sua esplorazione di emozioni, bisogni e significati personali, favorendone una maggiore consapevolezza.

Nel cammino verso l’autorealizzazione e il cambiamento, il mio compito come counsellor è accompagnare il cliente senza imporgli o consigliargli una direzione, facilitandolo nell’attribuire i significati alla propria esperienza in una ottica di maggiore consapevolezza ed autoregolazione. Al contempo, fungo da garante affinché il percorso rimanga focalizzato sull’area problematica concordata nel patto di consulenza.

Questo è il modo in cui ho scelto di esserci per me e per gli altri. È il motivo per cui, oggi, sento che «quel che sono è sufficiente se solo riesco ad esserlo». C. Rogers

Se c’è qualcosa che desideri raccontarmi, io sono qui.

Scrivimi due righe su cosa stai attraversando. Ti rispondo personalmente, senza impegno e in totale riservatezza.

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